Benessere equilibrio

Benessere dell’organizzazione: raccontiamo un caso aziendale

Come abbiamo già avuto modo di accennare sul nostro blog nel precedente articolo (te lo sei perso? Clicca qui!), il benessere dell’organizzazione non può che partire da quello individuale.
Si tratta di prendere in considerazione sfera mentale, fisica, emotiva e sociale, perché preoccupandoci che le persone in azienda siano positive, favoriamo in automatico la loro produttività.

E tutta la direzione delle aziende, di solito, è consapevole della necessità di migliorare le condizioni di lavoro delle proprie risorse, ma rimane da superare ancora lo scoglio del pregiudizio, quel pregiudizio che porta considerare le buone pratiche in azienda solo una moda passeggera, un plus di cui non si ha poi così tanto bisogno.
È da qui che si dovrebbe partire, lavorando sulla cultura organizzativa fin dalle prime linee, affinché ci si renda conto che le scelte orientate al benessere del collaboratore non sono così difficili e tanto meno fuori luogo da prendere.
Anzi, studi scientifici hanno dimostrato che il cervello in uno stato positivo, in grado di formulare pensieri ed emozioni piacevoli, produce risultati migliori che in uno stato neutrale o negativo.
2BHappy Agency, il primo acceleratore italiano di felicità creato per diffondere la cultura relativa alla scienza della felicità nelle aziende, ha mostrato ricerche secondo cui tenere conto del benessere a 360° della persona porta ad un aumento significativo della retention (+44%), ad un incremento del 37% delle vendite, a maggiore produttività (+30%), ad una riduzione dell’assenteismo per malattia e del turnover (rispettivamente 66% e 55%) e addirittura al +300% di capacità di innovazione.

Maggiore flessibilità oraria, possibilità di momenti di relax in azienda, corsi professionalizzanti o training sono solo alcuni degli espedienti per aumentare soddisfazione e motivazione dei propri collaboratori.
E sembra tutto molto giusto, finché se ne parla. Ma cosa fanno nel concreto le aziende?
Per darci una risposta, parliamo di un esempio attuale: Pirelli Milano.
La società leader nella produzione di pneumatici ha sempre avuto un’impronta altamente innovativa, e questo si riflette anche nelle misure adottate per mettere sempre di più a loro agio i collaboratori.
Lo smart working ne è un esempio evidente, assieme alle politiche di welfare attive da diversi anni, che prevedono, ad esempio, un poliambulatorio specialistico interno operativo tutti i giorni, con più di dieci specialisti messi a disposizione gratuitamente.
La società offre anche la possibilità di svolgere lezioni di ginnastica posturale, oppure di usufruire di un servizio dedicato a sbrigare le piccole faccende (lavanderia, poste, uffici pubblici, ecc.). Apprezzatissima è anche l’usanza di condividere e festeggiare i successi e i risultati raggiunti con feste, cene, aperitivi ed eventi vari.
Per Pirelli, il rapporto tra dirigenza e collaboratori deve essere il migliore possibile, per questo l’azienda è sempre molto concentrata sulla selezione e sulla formazione di manager e staff, tenendo conto di tematiche come gestione dei conflitti, motivazione del team, innovazione e apertura ai cambiamenti.

Ulteriore attenzione alle persone è data attraverso la misurazione del gradimento aziendale. Con uno specifico questionario di feedback annuale, i collaboratori delle sedi Pirelli in tutto il mondo forniscono la loro valutazione su diverse sezioni: rapporto con i capi, rapporto con il proprio lavoro, continuo miglioramento dell’ambiente di lavoro, relazioni fra colleghi e orgoglio di appartenenza. Dai risultati del questionario derivano poi le implementazioni e i piani di azione per le diverse sedi, che saranno a loro volta valutate l’anno successivo.
Il risultato è che le persone sono molto orgogliose di fare parte della realtà Pirelli. Ed è a questo che dovrebbe puntare una qualsiasi altra azienda, non importa la grandezza o la tipologia, per essere di successo. Anche le piccole attenzioni, molto più spesso di quanto si creda, fanno la differenza.

Chiara Stefanelli

Laureata in Scienze della Comunicazione con un Master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali. Dal 2014 lavora in GNV Group e si occupa di Comunicazione e Marketing.
Chiara Stefanelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *